sabato 28 gennaio 2012

L'OPERAZIONE SENTRY e la Marvel del decennio passato (pt 1)



PARTE 1- L’inizio della storia editoriale e la prima miniserie


L’ “Operazione Sentry” è arrivata ad un punto di non ritorno (per sempre?) con la pubblicazione dell’epico numero 4 di Assedio e dello speciale The Sentry: Fallen Sun (su “Iron Man & gli Oscuri Vendicatori” n.34). Questo dorato personaggio e la sua vita editoriale sono stati l’emblema del decennio appena trascorso in casa Marvel, della gestione Quesada e del rapporto di massima fiducia e libertà che l’editor-in-chief (oggi sostituito da Axel Alonso) ha spesso saputo instaurare con autori del calibro di Bendis, Millar e compagnia bella.
La vita editoriale di Sentry parte da una miniserie omonima miniserie del 2000, inserita nella linea “Marvel Knight” (sotto etichetta che ha fatto molto scuola negli anni a venire, tanto da portare alla ribalta proprio quel Joe Quesada che ne era stato il promotore). A scriverne la sceneggiatura era Paul Jenkins, autore troppo spesso dimenticato quando si redige l’elenco degli scrittori britannici più brillanti ed originali dei comics degli ultimi decenni. La miniserie, apparsa in italia sul n.64 della compianta rivista Wiz, si avvaleva dei disegni del grande Jae Lee. Il protagonista, Bob Reynolds, non era certo al di fuori dagli standard Marvel dei “superproblemi supereroistici”, anzi: il vizio dell’alcol, la tossicodipendenza e le malattie psichiatriche (praticamente ogni possibile problema, legando molto il personaggio all’attualità). Il supereroe però, ha poteri immensi (forse troppo, come si vedrà) e una “S” sul petto che ricorda un po’ il nostro kryptoniano di fiducia. E un nemico misterioso di nome Void. La storia filava liscia, comunque. Eppure, iniziava qui il gioco “metafumettistico” in cui c’era lo zampino di Quesada: far credere ai lettori che questo personaggio fosse stato creato in realtà nel 1961 da Stan Lee, e poi dimenticato chissà per quale motivo sia dagli editori che dai lettori.

giovedì 26 gennaio 2012

SPIDER MAN UNIVERSE (cioè VENOM) n°1

Vi basta sapere che in queste pagine c’è Kraven il Cacciatore vivo e vegeto per destare il vostro interesse per l’albo? No? Allora, partiamo dall’inizio.

La copertina di Mr. "ho la Q più bella del mondo" Quesada
Quest’anno, tra alcuni mesi, si festeggeranno i 50 anni dalla prima apparizione di Spider-Man in assoluto (su “Amazing Fantasy” n.15).
La Panini ha deciso di festeggiare l’evento pubblicando una nuova serie regolare dal titolo “Spider-Man Universe”, anche se il logo che campeggia sulla cover del numero uno è… “Venom”. Già, Venom, il simbionte alieno che

martedì 24 gennaio 2012

LA GUERRA DELLE LANTERNE VERDI

a partire da “Lanterna Verde” n.18, dicembre 2011

Per spiegarvi la bravura di Geoff Johns, basterebbe invitarvi a leggere due numeri qualsiasi (ma consecutivi) di “Lanterna Verde”. Ve ne serve uno per capire come funzionano le regole della serie, chi sono i personaggi secondari e dove va a parare la storia. Il secondo, crea dipendenza; poi, potrete solo contare i giorni che vi separano dalla lettura di tutti gli arretrati e di tutti i numeri futuri. 
Come quel diavolaccio di Johns riesca a far ciò, è un mistero per i più (non a caso è stato nominato Chief Creative Officer della Dc Comics, casa editrice per cui ha curato alcune delle storie più importanti degli ultimi anni). E il caso risulta ancora più emblematico se si considera come sia riuscito dal 2005 ad oggi a mantenere ininterrotto il successo e l’interesse dei lettori per la serie. Coadiuvato da fior di disegnatori come Ethan Van Sciver, Ivan Reis e Doug Mahnke, Johns ha strutturato ogni saga di “Green Lantern” ad anelli concentrici, in modo che all’inizio di ogni saga il lettore fosse portato a chiedersi “ma allora era di questo che voleva parlare sin dall’inizio”.

lunedì 23 gennaio 2012

GLI INTRUSI appunti da una terra vicina



Questo libro-fumetto pubblicato da Coconino Press nasce da un progetto intrigante.
Nel 2007 alcuni fumettisti emergenti che vivono in altre regioni d’Italia vengono invitati a trascorrere un periodo in Puglia, nella provincia di Bari, e a raccontare una storia facendosi influenzare dall’esperienza. Così questi “intrusi”ci propongono piccoli episodi quotidiani ambientati nel territorio barese, storie di compromessi e di famiglie disgregate, di criminalità e di bravate, di gioie passeggere e di dolori sommersi. Di vita insomma. Alcuni episodi risultano forse privi di una appagante conclusione o di un messaggio definito, ma i personaggi trovano comunque il tempo per farsi amare.
Particolarmente efficace è “Fratelli”, scritta e disegnata dal talentuoso e sintetico Alessandro Tota. La vita dei due fratelli del titolo non è affatto semplice, tra la mancanza di riferimenti, un desolante ambiente familiare e il sospetto che uno dei due abbia seri problemi psicologici. Disoccupati, cercano di sbarcare il lunario con espedienti (ad esempio