arriva...DAREDEVIL

Il diavolo cieco che non vedevi l'ora di leggere

Recensione sull'Arte della testata Daredevil (Devil e i cavalieri Marvel)









Un'opera d'Arte.
Una cover su 3, per l'edizione Panini, da poter scegliere e, ovviamente, LA cover è quella di Paolo Rivera. 
Il diavolo in forma come non mai, in volo in posa plastica. Sul volto un sorriso, una cosa che non vedevamo da tempo al giustiziere rosso, e "casualmente" il bastone che gli copre gli occhi. Sullo sfondo, una metropoli rumorosa, incredibile pensare come Rivera sia riuscito ad esprimere il rumore attraverso un semplice disegno. Onomatopee bianche disegnano i profili della città e ci rendono l'idea di quello che in realtà "vede" Devil. 
E poi c'è quella fascetta gialla che ci spiega che i contenuti dell'albo, non sono proprio per bambini.
Matt Murdock è un bambino che vive con suo padre Jack, pugile di bassa lega, e che un giorno viene accecato in un incidente con delle scorie radioattive. Il ragazzo, da allora, sviluppa all'estremo tutti gli altri suoi sensi ed una grande agilità che, dopo l'uccisione del padre che rifiutò di vendersi ai gangster, userà per combattere il crimine nei panni di DareDevil, l'uomo senza paura

Ultimamente però, le tenebre avevano preso il sopravvento sul nostro, portandolo ad assumere atteggiamenti davvero poco eroici, diventando leader criminale, posseduto da un demone, per sgominare dall'interno ed in maniera distruttiva il crimine stesso.
Ora però è tutto finito, Matt ha ritrovato la pace e cerca di redimersi come può. Torna a casa, prova quasi in maniera irresponsabile, a non pensare più a quel che è successo, ai crimini commessi, alle responsabilità del suo passato, prova a riprendersi la vita, il lavoro, la giustizia come avvocato e come diavolo. Non è così semplice, visto che il segreto di Pulcinella che è diventata la sua identità segreta lo porta ad avere problemi come avvocato e a perdere credibilità verso i giudici. Allora lo studio Nelson & Murdock fornisce consulenza esterna per tutti i casi più disperati, quelli dove nessun avvocato vuol correre rischi, permettendo ai clienti di auto difendersi in tribunale formandoli in privato (con il servizio aggiuntivo delle indagini di Devil).
Per grandi linee questo è il nuovo status-quo dell'universo di Matt/Devil & co.
Mark Waid ha lanciato alla grande la testata con una storia che, col tempo, promette molto, moltissimo, tra incontri, ospiti speciali, nemici particolari, collaborazioni e scontri con altri eroi del Marvel Universe e molto altro ancora. La linea di fondo delle avventure è però una dose elevata di credibilità. Aldilà dei poteri "super", molti casi si svolgono in tribunale, dove non ci sono poteri che tengano alla legge. 
La mafia poi è il nemico numero uno in queste prime storie, uomini di potere e con una certa influenza gestiscono traffici molto particolari, solo qualche super-scagnozzo rende il contesto un po' più di fantasia, ma sembra tanto un'esasperazione di fatti palesemente credibili.

Il primo team creativo per la testata è composta anche da Paolo Rivera e Marcos Martin. No, dico.
Il primo è l'artista che, su tutto, ha ridisegnato le origini dei più grandi eroi di casa Marvel nella serie interamente dipinta "Mithos".
L'altro è quello che oggi è considerato forse il più degno erede della scuola "Ditko" per stile e tratto.
Insieme formano il team di creativi più POP che il fumetto possa permettersi.
I primi tre numeri della serie sono illustrati da Paolo Rivera e l'artista ci tiene in tutti i modi a sottolineare il fatto che il nostro eroe è cieco. Non lo dimenticate. Salti, acrobazie, attacchi, difese, sono tutti svolti da un personaggio che non ha la vista. La copertina succitata è l'emblema chiave di questo messaggio, come il bastone che "casualmente" copre gli occhi del diavolo, così come accade in tutta una serie di vignette solo nel primo episodio. Niente è lasciato al caso.

lo spazio bianco e la didascalia...

...il braccio della bambina...

...le mani della Macchia.


Rivera scandisce i tempi della storia di Waid con maestria, con dei riquadri puliti ma efficaci, sfruttando il bianco e lo spazio tra una scena e l'altra per estendere i tempi o ridurli. Una struttura classica e lineare per le scene "abitate" da Matt Murdock, una impalcatura accelerata e quasi instabile nelle vignette d'azione e combattimento del Diavolo rosso, dove saltano gli schemi, saltano i margini e saltano pure i denti dei cattivi. Bellissimo l'effetto "visione radar" utilizzato nella serie, dove il soggetto viene rappresentato proprio come Devil lo "vede" con il suo senso radar, cioè con una sorta di reticolo che ne delinea la struttura volumetrica.


I personaggi in costume di Rivera non sono dei Rambo pieni di addominali, o muscoli improbabili alla Liefeld, o gambe talmente muscolose da non poter camminare alla Deodato jr, gente che sembra nuda col costume dipinto addosso. C'è grande armonia nella figura umana, proporzioni perfette e pose plastiche mai sopra le righe, un grosso punto a favore di una certa credibilità nei personaggi.







Idem per il grande Marcos Martin, dal tratto più semplice e vintage, rievocativo del golden-age style Marvel. Nei numeri da lui curati, Martin ci regala delle pagine da manuale di storia dell'arte moderna, schemi non convenzionali di impaginazione e cadenza dei tempi, inquadrature audaci ma pulite. 

 Il meglio di sé però arriva con le doppie splash pages ad inquadratura fissa, dove su un paesaggio fisso, vediamo muoversi i nostri personaggi e tutto sembra muoversi insieme a loro. 
Bellissima l'idea di "isolare" ed evidenziare tutti quegli aspetti sensoriali che Matt/Devil riesce a cogliere passeggiando (profumo di balsamo nei capelli di una ragazza, le urla di un automobilista seccato, una botola aperta sul marciapiede, le ali di un piccione che vola, la puzza dei gas di scarico dei veicoli e si, anche le cacche da scansare). 
e stanno "semplicemente" attraversando la strada.
Non dimentichiamo che a Martin è stata affidata anche la primissima pagina del primo albo, quella che contestualizza, quella che fa il punto sulle origini dell'eroe. 
Una pagina, ma che vale l'albo.



Indimenticabili le sue copertine, per lo più incentrate sulle capacità sensoriali dell'eroe e dall'evocazione POP meravigliosa.




I coloristi Javier Rodriguez (per Rivera) e Muntsa Vicente (per Martin) sono di fondamentale importanza ai fini del pieno apprezzamento delle tavole. La loro tavolozza è molto ricca ma mai troppo sgargiante. I colori più fluo come il magenta, o il verde acido di alcuni particolari sono prontamente controbilanciati dal nero e da tinte più cupe, come il blu o il viola delle notti newyorkesi. Tinte bellissime, piatte e potenti utilizzate con maestria per evidenziare, nascondere, mettere in risalto i vari particolari. Il giallo, il rosa ed il blu sembrano cacciar via dalle storie gli eventi oscuri appena passati, proprio come Matt vorrebbe, anche se non tutti i suoi compagni di viaggio sono disposti ad accettare.
Così partono le primissime storie del cavaliere Marvel scarlatto, ripartono dopo un periodo nero rievocando il Devil dell'era di Stan Lee. 
Matt è tornato per riprendersi la sua vita, per combattere per la giustizia, come avvocato e come Devil, le due facce della stessa medaglia.
Senza dubbio, la miglior testata Panini oggi in circolazione, viste anche le testate "ospiti" dell'albo.
VAntoFosco

Il "Diavolo" che fa l'Angelo della neve (Rivera)

Prigioniero del suono (Rivera)

Aspetta un attimo, quelli non sono grattacieli!!!  (Genialata di Martin)

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