martedì 10 ottobre 2017

Battaglia - Lo Stalliere

Il vampiro incontra il Cavaliere (oscuro)


























La più recente delle uscite a nome Battaglia è davvero un albo di quelli da non lasciarsi sfuggire, e questo per diverse ragioni. Trattasi di una storia a fumetti con un soggetto intrigante, sceneggiato in modo brutalmente contemporaneo, realizzato graficamente con gusto quasi grottesco, con una copertina sfacciatamente realistica. Il protagonista è sempre il buon Pietro Battaglia, il vampiro siciliano uscito dalla penna di Roberto Recchioni e dalla matita di Leomacs, giunto al suo ventesimo anno di vita (nonché al decimo numero di questa incarnazione editoriale), ma è il co-protagonista a essere un personaggio davvero da romanzo/film tra il pulp e il noir. Stiamo parlando nientepopodimeno che di Silvio Berlusconi, la figura che da più di vent'anni è al centro della vita politica italiana e da oltre un trentennio viene menzionato parlando dei fatti che legano a doppio filo Cosa nostra e lo Stato italiano.



Lo Stalliere a cui si fa riferimento nel titolo è, ovviamente, Vittorio Mangano, l'unico vero "stalliere" di Arcore. Figura vicina tanto a Cosa Nostra (accusato di ogni tipo di nefandezza, omicidi compresi) quanto a Berlusconi (era il suo tuttofare e accompagnava persino i suoi figli a scuola), Mangano non viene mai citato direttamente, come non viene mai nominato Dell'Utri, ma l'ex braccio destro del Cavaliere, il colto bibliofilo siciliano (Pietro lo chiama "compaesano"), anch'egli condannato in via definitiva per i suoi legami con la Mafia, è ovviamente il Marcello che si vede inizialmente giovane e rampante e alla fine anziano e terrorizzato.

In questa storia, dal sapore pienamente italiano, si parte dai primi anni Ottanta, quelli post P2, e si arriva fino al crepuscolo politico di Berlusconi e cioè ai suoi guai giudiziari per via delle sue "cene eleganti".
A lavorare per il generoso e magnanimo (questo bisogna concederglielo) Silvio, anzi, a collaborare con lui, troviamo il buon Pietro, il quale sa resistere a tutto tranne che all'odore di gentil sesso, soldi e potere.



Una costante della serie è la riscrittura dei fatti salienti della storia oscura del nostro Paese con la presenza del vettore (e "V" sta per Vampiro) Pietro. Silvio ha un obiettivo: cambiare l'Italia e gli italiani, tramite un profondo cambiamento della politica e della televisione. Dario Sicchio, il cui lavoro per Caput Mundi abbiamo da poco recensito positivamente, riesce a realizzare un storia berlusconiana al 100%. I cliché ci sono tutti: malavita e simpatia, politica e pubblicità, tette e ricatti. Le frasi da consegnare alla storia non si possono riportare per intero ma, tra deglutizioni (metaforiche e non) e riferimenti a irresistibili fondoschiena di minorenni, il divertimento (con un tocco di trash) è assicurato.

Francesco Prenzy Chiappara, che avevamo trovato di recente su #Like4Like, si cimenta per la prima volta con Battaglia e riesce a ritrarre un Pietro credibile, nonostante la sua tendenza al grottesco e alla caricatura (azzeccata a volte, un po' forzata altre) sia quasi il suo marchio di fabbrica. I lettori della serie non sono abituati a leggere storie disegnate in questo modo ma siamo certi che per l'occasione sapranno apprezzare il talento di un autore che come pochi riesce a riempire le tavole del nero più buio.


Battaglia visto da Prenzy.

La storia è una lunga sequenza di massacri compiuti da un Pietro sempre più votato al sangue e allo smembramento di corpi. Da pedina - in verità mai passiva - dei potenti dell'antico regime (abbiamo visto Andreotti, Mussolini, Craxi), Pietro - grazie alla magnanimità di Silvio - riesce a fare il grande salto, passa dall'altra parte e diventa "socio" del capo e nel giro di un trentennio contribuisce a mettere in piedi il teatrino della cosiddetta Seconda Repubblica, realizzando il sogno edonistico berlusconiano.

Il finale con Silvio in lacrime (di gioia?) e in ginocchio davanti all'olocausto delle prove contro di lui è una sequenza impagabile che Paolo Sorrentino dovrebbe inserire nel suo prossimo film, Loro (la foto del protagonista, Tony Servillo, sta girando in rete in modo virale proprio in questi giorni).
Il colpo di scena delle ultime pagine è davvero da manuale e ci fa ben sperare per il futuro della serie e apre orizzonti "orientali" al nostro mattatore dal sangue marcio.

Una storia quantomai necessaria e attuale.

Rolando Veloci




Cover di Leomacs colori di Luca Bertelè).
Battaglia - Lo Stalliere
n. 10
Editoriale Cosmo
Settembre 2017

SOGGETTO: Roberto Recchioni
SCENEGGIATURA: Dario Sicchio
DISEGNI: Francesco Prenzy Chiappara
COPERTINA: Leomacs










Variant Cover di Roberto Recchioni
(con la collaborazione di Luca Bertelè, Valentina Quenny Zannelli)








Nessun commento:

Posta un commento