martedì 14 novembre 2017

Dragonero Adventures #1 & Dragonero #54

L'esordio della serie Young e il prologo della Saga delle Regine Nere



Stiamo vivendo indubbiamente un periodo di grandissimo fermento per tutto quello che riguarda Dragonero, un corpus narrativo che assume sempre maggiori diramazioni. Il mondo creato da Luca Enoch e Stefano Vietti è stato sviluppato finora principalmente negli albi mensili della serie regolare (a cui vanno aggiunti i libri pubblicati da Mondadori negli anni scorsi e il gioco di ruolo prodotto da Wyrd Edizioni). A partire da novembre tutto questo inizia a evolversi, in quanto abbiamo modo di assistere alla nascita di numerose iniziative (alcune al momento solo annunciate, come la serie animata, altre già fruibili, come Senzanima), tra le quali ovviamente assume notevole importanza l'esordio della serie Dragonero Adventures, incentrata sulle avventure dei giovani Ian, Myrva e Gmor. Gradita coincidenza è anche l'avvio, nel contesto della serie regolare, della Saga delle Regine Nere con Uccisori di draghiDragonero #54, un albo molto particolare sin dalla cover.

L'illustrazione di Riccardo Crosa (realizzata per Lucca Comics & Games)
che ritrae l'incontro tra due Ian di età diverse.
Tra Dragonero Adventures #1 e Dragonero #54 gli autori sembrano proprio essersi divertiti narrativamente e visivamente inserendo un felice gioco di rimandi, collegamenti e rievocazioni reciproche. Quasi a voler rimarcare le analogie e le differenze che intercorrono tra le due serie, pur presentando storie disegnate dallo stesso artista (il versatile Riccardo Crosa), nella serie young e nel mensile "classico" vengono sviluppati toni diametralmente opposti: spensierati, avventurosi e raggianti nel primo caso, cupi, intensi, quasi funesti nel secondo.





Dragonero Adventures #1: le storie di Ian, Gmor e Myrva da giovani

Novità assoluta in ambito bonelliano, Dragonero Adventures apre di fatto le porte alla linea Young della casa editrice, in attesa che giungano a farle compagnia 4 Hoods e Creepy Past (senza dimenticare i Bonelli Kids, finora presentati solo sul web). 
L'episodio iniziale, Tre giovani eroi, ci immerge in "un mondo di meraviglie, imprevisti e disavventure", pieno di maghi, draghi, spettri e goblin. La storia è incentrata sulle vicende di uno Ian quattordicenne, accompagnato da sua sorella Myrva (qui con i capelli rossi) e dal suo amico orco Gmor, con una parte iniziale che si svolge nella loro casa a Silveridhe. L'episodio, sceneggiato da Luca Enoch, si legge tutto d'un fiato e fa già intuire che le storie (almeno gran parte di esse) saranno in continuity tra loro e soprattutto che - ça va sans dire - ci troviamo nello stesso universo narrativo della serie regolare "classica". La caratteristica di essere chiaramente orientata a un pubblico di giovani lettori non esclude in questo caso la potenzialità di affascinare fruitori anche più grandi, attratti dagli intriganti rimandi tra le serie (sui quali torneremo nel prossimo paragrafo) e grazie a una freschezza stilistica che riesce a conquistare.




Riccardo Crosa, che è anche il copertinista della serie e colui che ha sviluppato le varie ambientazioni insieme a Enoch e Vietti, ritrae i personaggi con occhi grandi e conferendo loro notevole espressività. Del resto l'autore è anche responsabile dei character design per la serie animata dedicata a Dragonero, progetto per il quale è stato scelto uno stile d'animazione digitale 2D e un tratto "young" (dunque visivamente simile a Dragonero Adventures per più d'un motivo). Il suo stile si esalta nelle scene d'azione, rese in modo particolarmente dinamico, e viene impreziosito dall'attento lavoro di colorazione di Paolo Francescutto.
Un numero uno ben curato sotto ogni aspetto, anche nella colorazione, vivace e decisamente appropriata. Promosso a pieni voti.



Variant cover di Marco Checchetto per Dragonero #54.



Dragonero #54: dove tutto diventa realmente oscuro

La Saga delle Regine Nere è stata annunciata come un evento destinato a rompere gli equilibri che sinora hanno sorretto l'universo di Dragonero. 

Ogni grande saga parte da un singolo avvenimento chiave, la classica goccia che fa traboccare il vaso. In questo caso si tratta dell'arrivo improvviso di un Drago, che inizia a seminare morte nei villaggi nell'Erondàr. Impossibile che un evento del genere non abbia conseguenze enormi: come in un domino l'onda che si propaga arriva a coinvolgere molti dei personaggi che abbiamo imparato a conoscere negli oltre cinquanta numeri della serie regolare. Stefano Vietti mette in campo personaggi come l'oscuro Cancelliere imperiale Vrill Ausofer (ogni volta che appare, noi sappiamo che ci sono intrighi e trame che si stanno sviluppando) e introduce altre figure che in futuro rivestiranno certamente un ruolo di rilievo: nell'intrecciare i destini dei singoli personaggi e le varie sottotrame tra loro, l'autore dimostra un'abilità notevole, soprattutto considerando l'alta leggibilità della storia. 



Vengono infatti riassunti numerosi concetti chiave della serie, rendendo l'episodio particolarmente adatto a un nuovo lettore, anzi praticamente un punto d'inizio ideale per chiunque avesse il desiderio di accostarsi alla serie. Certamente l'autore ha fatto tesoro dell'esperienza accumulata durante la militanza nel team creativo di Nathan Never, dove ha avuto modo di architettare numerose saghe che ne hanno sconvolto l'universo narrativo (su tutte la Saga della Guerra dei Mondi, ma potremmo fare vari altri esempi).
La storia è un continuo crescendo, senza un attimo di tregua, e preannuncia l'arrivo di momenti cupi e drammatici. Questo concetto è evidente a partire dalla copertina, dove la grafica del contorno della cover inizia a emblematicamente a sfaldarsi (e osservando quella del prossimo numero in quarta di copertina, si può notare che sarà quasi del tutto frantumata: cosa prenderà il suo posto?). 



Notare il dettaglio della grafica.


A tal proposito, impossibile non citare la variant cover realizzata da Marco Checchetto per l'edizione lucchese, una variant d'impatto capace di catalizzare l'attenzione su un prodotto che merita.

Molto interessanti i rimandi con la serie Adventures, ai quali accennavamo all'inizio del pezzo, a partire dalla scena iniziale, che ci mostra la quotidianità di una fanciulla: mentre all'inizio di Tre giovani eroi i ragazzi sono in un clima giocoso, la fanciulla qui è immersa in un contesto solo apparentemente tranquillo e che si rivela invece drammatico, funesto. Un'innocenza spazzata via dalla brutalità del fato (bellissima l'intera tavola a p.32 con Sera che giunge nel luogo dilaniato dalle fiamme). Ovviamente poi tutta la scena finale, nella quale non ci addentreremo per evitare spoiler, è un collegamento con l'infanzia dei protagonisti, al punto che la storia narrata in Adventures potrebbe sembrare quasi un flashback esteso, un racconto intorno al fuoco di un'esperienza giovanile. 

Alla sensazione di ridondanza contribuisce in maniera determinante Riccardo Crosa, che riesce a districarsi abilmente tra luci e ombre, tra albe e crepuscoli con decisa destrezza. Ritroviamo il dinamismo stilistico della serie young, con un tocco di oscurità in più.





Un albo molto importante nell'economia della serie che, anche senza attendere la conclusione (nel numero in uscita a dicembre), possiamo già annoverare tra i migliori in assoluto della serie.

Il Sommo Audace


“Tre giovani eroi”
SERIE: Dragonero Adventures
NUMERO: 1
DATA: novembre 2017
SERGIO BONELLI EDITORE

SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Luca Enoch
DISEGNI E CHINE: Riccardo Crosa
COLORI: Paolo Francescutto
COPERTINA: Riccardo Crosa








“Uccisori di draghi”
SERIE: Dragonero
NUMERO: 54
DATA: novembre 2017 
SERGIO BONELLI EDITORE 

SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Stefano Vietti
DISEGNI E CHINE: Riccardo Crosa
COPERTINA: Giuseppe Matteoni (edizione variant: Marco Checchetto)










Per le immagini: © 2017 Sergio Bonelli Editore.

1 commento:

  1. Complimenti, gran bella recensione. D'altronde La materia prima su cui lavorare è presente in abbondanza. Anch'io concordo sul fatto che questo n.54 sia decisamente uno dei migliori, se non addirittura il migliore della serie, per compattezza narrativa e maturità di temi e tracce.

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