The Steams #1/4

Overview dei primi quattro albi della serie steampunk targata Noise Press



Torniamo a parlare delle produzioni della casa editrice Noise PressThe steams è la serie con cui l'etichetta fondata da Luca Frigerio si è addentrata nel genere steampunk: racconti incentrati su un passato anacronistico nei quali i protagonisti fanno uso di mezzi tecnologicamente avanzati. 



Dal punto di vista degli autori, il team creativo della serie è formato da quattro sceneggiatori (lo stesso Luca Frigerio su soggetti elaborati insieme a Massimiliano Grotti - per i primi due episodi di I wonder who - a cui si aggiungono Francesco "Paul Izzo" Polizzo per le storie dedicate al cosiddetto "Orso di Kodiak" e Gianluca Manzo per gli episodi su John "Wild" Hound), cinque disegnatori (Umberto GiampàDavide Pandozy, Fabrizio CastanoDaniele Cosentino e Federico Vicentini) e tre coloristi (Mattia Zoanni, Marcello Iozzoli e Chiara Miriade). Ci piace citarli tutti, insieme al letterista Marco "ET Dollman" Della Verde e alla grafica Alessandra Delfino, perché ognuno di loro, in un modo o nell'altro, ha contribuito alla realizzazione del prodotto finale.

La struttura della pubblicazione è basata su due storie per albo, in formato flip-book, a ognuna delle quali è dedicata una copertina differente. Tra gli autori delle cover troviamo guest star come Pasquale Qualano, che è riuscito a rendere ancor più provocante e sensuale Lady Ward, e Giovanni "Morgan Lost" Talami.
Ma procediamo con ordine, analizzando le varie miniserie singolarmente.


I wonder who

"Come sarebbe stato il passato se il futuro fosse arrivato prima?"
Uno dei quesiti fondamentali del genere steampunk costituisce la base per la miniserie I wonder who. La storia, lunga quattro episodi, è incentrata sulle gesta di un agente segreto di Sua Maestà, la rossa Lady Caitlin Ward, ricca, avvenente e combattiva. La sua indagine su alcuni omicidi si fa via via più cruenta e dolorosa, mentre si dipanano vari misteri e si sviluppano le dinamiche che la legano ai vari Wymond (il tecnomago), Garnett (il maggiordomo) e a tutto l'apparato dei Servizi Segreti britannici.

I wonder who è un fumetto che punta molto sull'ambientazione, un'Inghilterra Vittoriana dominata da ingranaggi, vapore, acciaio e adrenalina. L'approccio al genere steampunk è fedele e, sebbene percorso da alcune venature horror che non guastano, si presta a soddisfare i lettori amanti del genere ma anche a incuriosire chi non ne è avvezzo.

Luca Frigerio, coadiuvato da Massimiliano Grottoli, svolge un lavoro riuscito principalmente come omaggio al genere narrativo. Lo sceneggiatore dimostra una discreta abilità nel creare un personaggio dalla forte personalità e inserirlo in un contesto intrigante e non banale. D'altra parte all'attenta costruzione della trama operata durante i primi tre episodi non corrisponde un finale altrettanto corposo: l'ultimo capitolo lascia l'impressione che alcune sottotrame vengano chiuse in troppe poche pagine.



Ai disegni troviamo un artista differente in ogni numero. Se da un lato questa scelta rende la storia dinamica e variegata, d'altra parte l'aspetto grafico risente di una certa incostanza. Va aggiunto ad ogni modo che colori di Mattia Zoanni rappresentano una costante nei vari episodi e contribuiscono a mantenere un discreto standard grafico. Le differenze degli stili dei vari autori fanno sì che, a ben guardare, alcuni di essi mostrino maggior sintonia con l'atmosfera del racconto. Fanno parte di quest'ultimo gruppo Umberto Giampà (che ha realizzato lo scorso anno anche una storia per Mostri della Bugs Comics) e Federico Vicentini (che ritroveremo presto su Orfani Sam #7), autori rispettivamente del primo e dell'ultimo episodio: le scelte adottate da Giampà per il layout e da Vicentini per la resa delle scene più dinamiche risultano infatti particolarmente efficaci.





Le avventure dell'Orso di Kodiak

Francesco "Paul Izzo" Polizzo, Daniele Cosentino e Marcello Iozzoli realizzano i tre episodi che vedono protagonista Volodymir Azarov, il pugile meglio noto come "Orso di Kodiak".
Si tratta di storie maggiormente scanzonate, ambientate in luoghi differenti e caratterizzate da sane e liberatorie scazzottate (ma non solo). Un buon intrattenimento, utile anche a stemperare l'atmosfera più cupa dell'altra miniserie.
Da un punto di vista visivo, lo stile pulito e il tratto spesso di Cosentino sono ben adeguati a raffigurare le gesta di Azarov, adattandosi alle diverse ambientazioni con buona versatilità. In particolare meritano una menzione le sue copertine, caratterizzate da composizioni progressivamente più efficaci ed accattivanti.




Wild

Wild rappresenta la vera sorpresa del quarto numero di The Steams. In questa nuova miniserie, Gianluca Manzo, Davide Pandozy e Chiara Miriade ci trasportano nei territori di un selvaggio west in versione steampunk, tra nativi americani, magie e traffici illeciti. Come in I wonder who, già dalla prima storia emerge con grande vigore la figura del protagonista, John "Wild" Hound, immerso in un contesto che unisce il fascino della classica ambientazione western a stranianti elementi tecnologici.
Davide Pandozy, disegnatore già visto su The Steams #2, dimostra un'evoluzione stilistica notevole rispetto alla prova precedente, con una buona caratterizzazione dei personaggi e un discreto dinamismo nelle scene più concitate.



Outro

Una delle caratteristiche più interessanti che emerge dalla lettura degli albi è che le storie sono accomunate dalla fascinazione verso un'ambientazione molto ben delineata, da protagonisti caratterizzati in modo azzeccato e in generale da una cura editoriale certosina. La riuscita di questi albi ha dato modo alla casa editrice di varare una collana parallela, The Steams Chronicles, antologico in cui team creativi diversi sono impegnati in racconti collaterali ai filoni principali di The Steams, in cui vengono approfondite le storie di alcuni personaggi. 
Da parte nostra non possiamo che augurare le migliori fortune a questo universo dove la scienza coesiste con la magia, dove l'ingegno si fonde con il mito e il passato si tinge di futuro.

Giuseppe Lamola





The Steams #1
DATA: 2015
EDITORE: Noise Press

"I wonder who - 1 di 4"

SOGGETTO: Massimiliano Grotti e Luca Frigerio
SCENEGGIATURA: Luca Frigerio
DISEGNI: Umberto Giampà
COLORI: Mattia Zoanni

COPERTINA: Umberto Giampà e Mattia Zoanni

"Punch drunk"
SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Francesco "Paul Izzo" Polizzo
DISEGNI: Daniele Cosentino

COLORI: Marcello Iozzoli
COPERTINA: Daniele Cosentino e Marcello Iozzoli





The Steams #2
DATA: 2016
EDITORE: Noise Press


"I wonder who - 2 di 4"
SOGGETTO: Massimiliano Grotti e Luca Frigerio
SCENEGGIATURA: Luca Frigerio
DISEGNI: Davide Pandozy 

COLORI: Mattia Zoanni
COPERTINA: Pasquale Qualano e Mattia Zoanni

"China surprise"
SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Francesco "Paul Izzo" Polizzo
DISEGNI E COPERTINA: Daniele Cosentino

COLORI: Marcello Iozzoli
COPERTINA: Daniele Cosentino e Marcello Iozzoli




The Steams #3
DATA: 2017
EDITORE: Noise Press


"I wonder who - 3 di 4"
SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Luca Frigerio
DISEGNI: Fabrizio Castano
COLORI: Mattia Zoanni
COPERTINA: Pasquale Qualano e Mattia Zoanni

"Shadow boxing"
SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Francesco "Paul Izzo" Polizzo
DISEGNI E COPERTINA: Daniele Cosentino

COLORI: Marcello Iozzoli
COPERTINA: Daniele Cosentino e Marcello Iozzoli







The Steams #4
DATA: 2017
EDITORE: Noise Press


"I wonder who - 4 di 4"
SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Luca Frigerio
DISEGNI: Federico Vicentini
COLORI: Mattia Zoanni
COPERTINA: Giovanni Talami e Mattia Zoanni

"Wild"
SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Gianluca Manzo
DISEGNI E COPERTINA: Davide Pandozy

COLORI: Chiara Miriade
COPERTINA: Davide Pandozy e Chiara Miriade






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